Ri-esistere autenticamente.

Ri-esistere autenticamente.

9 Giugno 2020 Off di Federica Costantini
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Non sono nuova nel mondo di internet, sono solo sparita per un pò.
E siccome è come se fossi qui per la prima volta, lasciate che vi dica perché ho deciso di tornare e con quale intenzione.

Ho osservato tanto il mondo mentre ero assente: raccontarsi, muoversi, mostrare vite più o meno perfette, lanciare iniziative, elogiarsi, criticarsi.

Mentre fuori di me si presentava l’universo umano con tutte le sue contraddizioni, dentro di me attraversavo uno dei passaggi più complessi della mia esistenza.

Me la sono cercata, per così dire.

Perché il “così è, così si fa” mi è sempre stato stretto.

Così, se già prima mi facevo delle domande,
mi sono ritrovata a un certo punto a METTERE IN DISCUSSIONE TUTTO.

E quando dico tutto, intendo TUTTO.

Avevo deciso di guardare in faccia la mia OMBRA

Avevo alle spalle anni di RICERCA perché tante volte mi sono rifugiata nei libri, nelle conversazioni, nelle PAROLE di altri che come me si facevano delle domande quando, durante le mie crisi, non volevo far finta di non vedere, di non sentire nulla, che nulla stesse accadendo.

D’altronde che io fossi guidata da questa curiosità sull’essere umano non ci voleva molto per capirlo.

Bastava osservare che, senza tutta questa lucidità, SCEGLIEVO di laurearmi in psicologia, di specializzarmi in criminologia e avevo tutta l’intenzione di diventare una terapeuta e di proseguire il mio percorso accademico con un dottorato.

Però, nonostante avessi dedicato un anno nel reparto G9 di Rebibbia come responsabile del cineforum, terminato i miei tirocini di pratica professionale, prima nel T.S.M.R.E.E. e poi nella cattedra di Psicologia delle emozioni, delle motivazioni e della personalità con il superlativo Accursio Gennaro (si Nux Stein questo sei per me, un maestro di vita come pochi),
decisi di non abilitarmi e, mi trasferii da Roma, prima in Lettonia, poi a Malta, in Messico, in salento e in Spagna.

Era al quanto inutile abilitarmi in Italia o altrove quando non ero così sicura su quale sarebbe stata la mia base.

Continuai comunque ad approfondire per conto mio e a fare esperienza di pratiche e tecniche in giro per il mondo con un unico obiettivo: GUARIRE ME STESSA.

In più, c’era altro in me di cui occuparmi,
che ogni tanto faceva capolino.

Avevo un sogno a 8 anni di cui mi ero totalmente dimenticata:
volevo fare la PRESENTATRICE.

L’avevo rimosso.
Tornò alla memoria un giorno sul palco delle Zollimpiadi.

Solo in quel momento vidi che era stato con me tutti quegli
anni: quando ero stata speaker nelle conferenze, nei congressi, nei convegni che avevo moderato, nel programma alla radio che avevo fatto per gioco, nei workshop che avevo facilitato, nei progetti internazionali in cui ero stata rappresentante italiana.

Decisi così di ri-nascere in questa nuova veste e di farne una professione.

Restavo una “PASIONARIA” dell’ANIMA che mirava a perfezionarsi come CONDUTTRICE.

Poi, il silenzio.
Il buio.
La notte oscura dell’anima.
Memorie tanto sepolte quanto contundenti.

A nulla servirono tutte le informazioni che avevo nel mio bagaglio perché per quanto tu possa sapere a livello mentale, e per quanto te la racconti,
non puoi nulla dinanzi al FARE ESPERIENZA delle E-MOZIONI.

Bisogna STARE CON Ciò CHE C’È.
E in molti casi quello che c’è non ti piace.
Ciò che scopri di te non ti piace.
Ciò che vedi intorno a te non ti piace.

Bisogna STARE CON Ciò CHE C’È.
Non scappare.
Non evitare.
Non spiegare.
Non cercare il perché.

STARE.
In te,
nel tuo corpo,
nelle immagini dentro e fuori di te
mentre tutto il tuo sistema psicofisico sta gestendo energeticamente i conflitti,
di cui in parte non sei neanche consapevole
(anche se credi di esserlo).

Bisogna LASCIAR FARE ALL’ANIMA.

E, nel lasciarla fare,
si aprii, dopo tempo, il primo SQUARCIO DI COSCIENZA.
Poi il secondo, il terzo, il quarto.

Ma non decidi tu quando accade
né puoi controllarlo, programmarlo, desiderarlo.

Fu così che abbandonai la ricerca di motivazioni, le analisi, le spiegazioni, i perché, le cause, le indagini sul passato.

Smisi di farmi quelle domande.

Decisi di permettere che fosse.
Il dolore, la gioia, la rabbia, il piacere,la paura.

In altre parole: feci esperienza
intensamente della pienezza del vivere.

“Vivi si diventa” (cit.Simone Perotti)
quando si permette alla vita di essere ciò che è.

Non ciò che vogliamo,
che pensiamo debba essere,
che ci immaginiamo sia.

Prima viene PERMETTERE Ciò CHE È.
Poi SENTIRE.
Dopo ancora AGIRE.

Da lì, il mio agire tornando sui social.

Trasportare qui le ESPERIENZE che ho fatto fuori dagli schermi che mi hanno portato ad AZIONI e, di conseguenza, EMOZIONI che mai avevo provato.

La coscienza che si è creata man mano che ho SPERIMENTATO ha nutrito quella AUTENTICA ME che scalpitava per venire alla luce durante tutti questi anni e che si sgolava per essere ascoltata durante quell’oscura notte dell’anima.

Questo credo sia il mio modo di CONDURRE “DIALOGHI sull’ANIMA e lo SPIRITO” (l’etimologia del termine ‘psicologia’, appunto) presentando spunti, contenuti, testimonianze, riflessioni, ricerche, strumenti, esperienze, studi perché ognuno possa possa scoprire la propria POTENZA PERSONALE e GUARIRSI DA SOL*.

Insomma, una cassetta degli attrezzi per “ANIMATI”.

Non fornisco soluzioni stile “fast food”, nè ricette preconfezionate.
Confido nel fatto che non sia quello che stai cercando nè che pensi che basti uno psicofarmaco per “sistemare tutto”.

Mi auguro che tu sia dispost*
a fare il lavoro,
la tua pratica quotidiana di autoesplorazione, di “autoguarigione”.

Come esseri umani siamo ‘pieni di potenza’ (e bada bene che non uso la parola potere!) oltre la nostra consapevolezza.

Bisogna però permettersi di scoprirlo.

Se vuoi indossare il caschetto e calarti profondamente nella tua vita, sono qui ad aspettarti.

Calarsi nella propria vita

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